La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 9 marzo 2010

LO SCANDALO DELLA PROCURA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE ALL'EPOCA DI MAFFEI SI APRì CON UNA MISSIVA PEPATA DI PICCIALLI NEL 2004

Lettera firmata dall'allora  Procuratore aggiunto Paolo  Piccialli al Procuratore capo Mariano  Maffei
Al signor Procuratore della Repubblica in sede. A chiusura di questi primi sei mesi di lavoro presso la Procura, ritengo doveroso evidenziare quanto segue, La mia prima, immediata sensazione è stata quella di un ufficio eccessivamente burocratizzato e con "scarso peso" rispetto all'esterno. Questa prima impressione, assolutamente inaspettata anche per quello che è il noto contesto sociale e criminale, è stata ben presto avvalorata da una serie di elementi alcuni dei quali oggettivi, che mi inducono ad affrontare il problema, anche al costo di suscitare le prevedibili reazioni di coloro che da tempi più o meno lunghi, lavorano in questo ufficio. Va sicuramente premesso che l'efficienza di una Procura ha il suo naturale riscontro in quella del Tribunale, per cui a fronte di un Tribunale con tempi "biblici", ed è appunto il caso del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sicuramente non è agevole per il pubblico ministero manifestare la sua autonoma efficienza, Ma questa è la situazione e va accertata così come è perché non credo che sia ragionevole prevedere significativi cambiamenti per i prossimi anni
II recupero di immagine e di "peso" deve partire da due momenti sostanziali: le udienze e le indagini» In tutte le udienze, quelle preliminari e quelle dibattimentali alle quali partecipa un P,M, togato deve salire il tasso medio di preparazione e di conoscenza degli atti da parte dell'accusa. So bene che è impossibile avere sempre all'udienza il sostituto che ha diretto le indagini, ma questo deve essere un risultato a cui tendere almeno per i processi più significativi, e non solo per quelli di maggiore risonanza come avviene ora, L'organizzazione dei turni per le udienze va rivista, La logica non può essere solo quella di una burocratica ripartizione numerica delle varie udienze fra tutti i sostituti, tenendo per giunta anche conto delle esigenze delle colleghe in puerperio ( non mi sembra opportuna né giusta la prassi che al rientro dalla gravidanza le colleghe partano da un ruolo zero e siano destinate a sporadiche e brevi udienze. Mi sembrerebbe invece giusto delegarle per una celere e controllata trattazione da un certo numero di procedimenti arretrati, il cui smaltimento è compatibile con una minore presenza in ufficio), La designazione per le udienze dovrà tenere conto non solo della trattazione del processo dì maggiore richiamo per l'opinione pubblica, ( al quale il sostituto già ora chiede di partecipare), ma anche di quegli altri procedimenti preventivamente segnalati nel corso delle indagini preliminari dallo stesso sostituto o dal procuratore aggiunto come meritevoli di essere seguiti anche in udienza. Certo questo comporta un aggravio del lavoro dei sostituti, al momento non particolarmente gravati dalle udienze, grazie alla significativa collaborazione dei vice procuratori onorali, e comporta un non indifferente lavoro di organizzazione e di controllo della fase dibattimentale, assolutamente incompatibili con l'attuale gestione da parte del procuratore della repubblica.
Dei problemi connessi alla fase delle indagini preliminari ho già avuto modo di accennare nella precedente relazione, e non posso fare altro che confermare quanto già evidenziato. Nonostante gli sforzi, anche "informatici", non è semplice ottenere da tutti i sostituti notizie sui procedimenti di maggiore rilievo. La verità è che manca l'abitudine ( direi la cultura ), al contatto con il procuratore aggiunto, e al dì là delle apparenze formali, anche con ìl Procuratore della RepubbEca, C'è solo da sperare che con il tempo, il "riferire" non venga più inteso come un controllo, ma piuttosto come un'occasione di confronto e di verifica delle proprie test, oltre che un doveroso contributo informativo per un migliore funzionamento dell'ufficio. L'assenza di controlli sistematici, e soprattutto effettivi, sull'attività di indagine dei sostituti, al di là di continue verbali sollecitazioni ad una giornaliera presenza di ufficio, non rimasta priva di conseguenze, ha determinato un "eccesso di autonomia", che, in mancanza di dati statistici affidabili lascia in balia della professionalità e della laboriosità individuale del singolo sostituto, l'intera fase delle indagini preliminari, per cui i risultati sono spesso disomogenei sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, E questi risultati disomogenei, concordemente lamentati da rappresentanti delle istituzioni, da molti avvocati, e dalle stesse forze dell'ordine, portano a quel giudizio negativo di "scarso peso" dell'ufficio della Procura a cui ho fatto prima riferimento, A meno che non si voglia aver di mira solo il mero decremento numerico dei procedimenti pendenti, occorre ricercare un nuovo assetto per l'ufficio che privilegi davvero la qualità delle indagini, superando la logica della semplice gestione burocratica delle notizie di reato fornite dalla polizia giudiziaria.
Occorre una diversa mentalità nella fase delle indagini, da una parte, destinando maggiori risorse ed attenzione a settori di specifica competenza della nostra Procura ( ambiente, servizi sanitari, infortunistica, enti pubblici, truffe ecc.), e dall'altra, portando a dibattimento solo quelle vicende che lo meritano a costo di qualche imputazione coatta, Sono però ben consapevole che non è facile realizzare tutto questo, e non è neppure comodo, in special modo in questo contesto particolare qua! è il circondario di Santa Maria Oapua Vetere perché una Procura vigile ed efficiente collide con gE interessi di molti. Due dovrebbero essere le direttrici da seguire; la prima attiene alle tabelle, ma ad esse accennerò dopo; la seconda riguarda l'organizzazione del lavoro dei sostituti, I sostituti sono l'effettiva risorsa dell'ufficio, e il loro lavoro va agevolato fornendo adeguati supporti organizzativi e gestionali. Sotto tale profilo il personale amministrativo deve essere richiamato a proprie mansioni e responsabilità, mentre invece la polizia giudiziaria va nuovamente destinata ai suoi compiti di istituto. La destinazione nella stanza di ciascun sostituto di ben due unità di polizia giudiziaria ( e forse andava anche preventivamente valutata la ricettività dei locali ), ha prodotto il duplice effetto negativo di uno smantellamento della sezione di polizia giudiziaria e la progressiva deresponsabilizzazione del personale amministrativo a seguito di una inevitabile commistione di ruoli nell'assistenza del sostituto. Quest'ultimo solo raramente utilizza per le indagini le sue due unità di polizia giudiziaria, e non esistendo una valida sezione di polizia giudiziaria è costretto a ricorrere ai servizi anche per una miriade di incombenze investigative di basso livello ( ad esempio in materia di ricettazione di assegni ), al punto da suscitare la reazione infastidita dei rispettivi vertici ( Squadra Mobile, Comando provinciale, ecc. ). E questa prassi concorre ulteriormente a quella immagine di un ufficio di Procura di "scarso peso" a cui ho già fatto riferimento. Ma va organizzato anche il personale amministrativo che è l'unico depositario dei fascicoli processuali, richiamando ciascuno ai propri compiti e alle responsabilità di direzione e di dirigenza. Non è sufficiente assegnare sulla carta il personale a ciascun magistrato, ma occorre assicurarsi che sia in condizione di lavorare, e soprattutto, sia idoneo alle mansioni a cui è destinato* Non possono essere affidate queste incombenze all'iniziativa e alla capacità del singolo sostituto che ha flltri compiti, né è accettabile l'eterno ritornello dell'inadeguatezza dell'organico del personale amministrativo perché basta girovagare nei corridoi, magari anche nei pomeriggi di rientro, per avere la diretta percezione delle numerose sacche di inefficienza organizzativa, Valga un esempio per tutti, a riprova della scarsa attenzione e considerazione per il lavoro dei sostituti. All'esito di un conteggio manuale da me disposto qualche mese fa, di tutti i fascicoli Mod, 21 effettivamente pendenti presso i sostituti si è evidenziato un errore statistico "per eccesso" pari quasi alla metà dell'intera pendenza dei procedimenti del Modello 21, ( in sostanza risultava una pendenza di circa 15.000 fascicoE in ptù),-Ebbene, io ho appreso in questi giorni, che questo errore verrà riprodotto nelle prossime statistiche di fine anno perché nessuno si è preoccupato di modificare sul Re,Ge, le annotazioni errate ( essenzialmente cambi di deleghe ), ed è in corso un penoso palleggio di responsabilità fra l'ufficio statistiche ed il personale addetto ai sostituti in merito alla competenza a provvedere a tali annotazioni D'altra parte un'analoga situazione esiste nel così detto ufficio stralcio destinato all’eliminazione dell'arretrato dove non ci si è mai preoccupati di procedere ad una effettiva ricognizione dell'arretrato, al punto che periodicamente continuano a riaffiorare faldoni contenenti vecchi fascicoli. Il tutto nell'inerte silenzio dei responsabili delle segreterie che probabilmente, ancora una volta, cercheranno di giustificare la loro inefficienza con la inadeguatezza degli strumenti informatici. E' chiaro che questa situazione caotica, da una parte fa fallire sul nascere i miei tentativi di monitorare e razionalizzare il lavoro dei sostituti, e dall'altra fornisce loro facili alibi e coperture per situazioni — pure riscontrate — di dubbia produttività Ma il lavoro dei sostituti va anche aiutato sotto altri profili, consentendo loro di utilizzate a supporto delle indagini, professionalità tecniche scientifiche di adeguato livello che non E pongano in condizioni di disagio rispetto alle parti private, La pratica poEtica del "rigoroso risparmio", nella liquidazione dei compensi ai consulenti, ponendoci ben al di sotto dei livelli di liquidazione praticati negli uffici giudiziari viciniori, oltre ad essere oggetto di commenti che sicuramente non giovano a quei problemi di immagine a cui ho fatto più volte cenno, ha determinato una vera e propria fuga motivata con pretesti vari da parte dei migliori consulenti, così venendosi ancora una volta a trascurare la quaEtà delle indagini. Il discorso va sicuramente approfondito e non è questa la sede, ma qualche breve cenno può essere ugualmente opportuno, La proposta gabellare che oggi applichiamo ha l'indubbio merito di non aver avuto opposizioni, di non scontentare nessuno e di ripartire burocraticamente tutto, fra i sostituti. Ma credo che nessuno si è chiesto se davvero questa organizzazione gabellare giova alla qualità delle indagini . Le mie prime esperienze mi fanno propendere per una risposta nettamente negativa, e in proposito richiamo due dati, Un primo dato è che le tabelle hanno consentito il passaggio in blocco dei colleghi più anziani ed esperti, dalla prima sezione alla terza sezione, così che sono rimasti sguarniti, quanto meno sotto il profilo dell'esperienza professionale, settori di indagine particolarmente delicati ( tutela dell'ambiente, urbanistica, reati contro la pubblica amministrazione ), e che, sempre in conseguenza di questa migrazione in blocco, si è dovuto rinunciare a significative esperienze professionali risalenti negli anni in un settore particolarmente imponente nel nostro circondario, quale è quello dei rifiuti",