La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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giovedì 19 febbraio 2009

Ecocampania sono già 190 le richieste di fallimento presentate al giudice

Santa Maria Capua Vetere. Non una ma 190 istanze sono le richieste di avanzamento per chiedere il fallimento della Ecocampania srl che faceva capo a Nicola Ferraro. La notizia trae fondamento da una udienza che nei giorni scorsi è stata eseguita davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere poiché alcuni impiegati di Foggia assistiti dall’avvocato Angelo Cocozza non avevano più percepito lo stipendio. Il primo passivo era infatti di 300 mila euro, ma è aumentato vertiginosamente tale far preoccupare lo stesso cutarore dottor Roberto Tizzano che si trova a quadrare i conti . La sentenza di fallimento emessa dalla sezione fallimentare del tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere dal collegio giudicante presiduto dal Giudice Stanislao De Matteis è stata depositata in data 4 giugno 2008 con il numero 39 dell’anno 2008. In una interrogazione parlamentare addirittura un deputato già notiziò che i dipendenti, a seguito della riunione tenutasi il giorno 25/6/04, avevano denunciato il grave disagio in cui sono costretti a lavorare, ed in particolare. carenza totale di sicurezza e di igiene; locali non idonei; automezzi carenti di norme di sicurezza e di igiene; lavaggio e riparazione, nonché sostituzione, di cassonetti fatiscenti e/o mancanti; carichi di lavoro dei dipendenti e rispettive mansioni; automezzi che circolano con un carico superiore in violazione del codice della strada e della sicurezza dei lavoratori. A questo poi si aggiunsero anche i mancati stipendi dei lavoratori non pagati da cui ne è nata la richiesta di un fallimento che è stata ritenuta valida dai giudici sammaritani. Ecocampania non è altro che l’antagonista della società Ecoquattro i cui amministratori sono indagati e in stato di detenzione per camorra . La guerra tra Ecocampania ed Ecoquattro prosegue fino al 2005, quando Ferraro perde il certificato antimafia e Michele Orsi incappa nel primo incidente giudiziario. Ma Ecocampania è anche la ditta che tempo addietro raccoglieva la spazzatura a Casal di Principe, San Tammaro, Marcianise. La società era anche un serbatoi di voti non solo per l’agro aversano, ma anche della provincia di caserta per l’Udeur . Non a caso Nicola Ferraro è stato il padre padrone di questa società. Il consigliere e poi assessore regionale è stato al centro di uno scandalo relativo a favoritismi nell’ospedale San Sebastiano di Caserta dove anche il presidente della consiglio regionale della Campania la signora Alessandrina Lonardo in Mastella e il marito ex ministro della giustizia Clemente Mastella, furono inchiodati dai magistrati samaritani Alessandro Cimmino, Maurizio Giordano e dal gip Francesco Chiaromonte. Ma ci fu anche un primo dispositivo del Consiglio di Stato riferito ad Ecocampania, che sentenziò addirittura una vittoria sul comune di Cancello Arnone, ma quello che nessuno sa è che nonostante questa vittoria, Ecocampania non ha più fatto il servizio a Cancello Arnone, perché quando le è stato chiesto se, avendo partecipato alla gara e avendo vinto al Consiglio di Stato, fosse in condizione di svolgere il servizio con i soldi che aveva previsto nella gara, l'azienda ha risposto che in quella situazione non era più in grado di farlo